Incontro sulla Relatio Synodi nel convento di Salemi

Incontro sulla Relatio Synodi nel convento di Salemi

Durante l’incontro tenutosi nel nostro convento di Salemi l’11 maggio scorso, con la guida di fr. Salvatore Zagone, si è discusso del sinodo dei vescovi rivolto a tutte le famiglie con le loro gioie, fatiche e speranze. In particolare si è parlato della pastorale della famiglia. Inizialmente sono stati evidenziati tre punti che costituiscono le urgenze:

– Annunciare il Vangelo della famiglia oggi nei vari contesti (le famiglie vengono chiamate alla missionarietà);
– Guidare i nubendi nel cammino di preparazione al matrimonio;
– Accompagnarli nei primi anni della vita matrimoniale.

In seguito è stata analizzata la pagina del Vangelo dei “discepoli di Emmaus” (Lc 24,13-35) in cui viene annunciata la chiamata di Gesù a rivedere la nostra fede ancora piccola, infantile e immatura. I discepoli del brano evangelico accolgono Gesù senza saperlo perché aprono il loro cuore. A volte, infatti, Gesù è presente anche quando non lo sappiamo. La Sua presenza è reale nell’ascolto della Parola, nella preghiera e nello “spezzare il pane” (Eucarestia). Una volta sperimentata la Sua presenza, siamo chiamati alla TESTIMONIANZA.

Facendo riferimento al brano evangelico, inoltre, si è evidenziata la necessità per ogni famiglia di porre, con la preghiera comune, Gesù al centro della propria vita.

I vescovi, nella relatio synodi, si sono interrogati anche sulla cura pastorale di coloro che vivono nel matrimonio civile o in convivenza. La loro analisi fa emergere la difficoltà della nostra società ad assumere impegni definitivi e questo anche a causa della precarietà nel lavoro. L’ opportunità di entrare in dialogo con queste realtà favorisce la loro crescita umana e spirituale, dando testimonianza di autentiche famiglie cristiane.

Dal documento emerge anche l’importanza di curare le “famiglie ferite” (separati o divorziati) e l’attenzione pastorale verso le persone con orientamento omosessuale che vanno accolte con rispetto e delicatezza.

Facendo ancora riferimento all’ambito della missionarietà e dell’evangelizzazione, i vescovi trattano della trasmissione della vita e della sfida della denatalità. Si nota che i genitori spesso progettano la loro vita a scapito dei figli. Il documento, inoltre, fa emergere la necessità che i coniugi, accompagnati dalla Chiesa, vivano la comunione tra loro: un amore fedele e profondo fatto di accoglienza e donazione. A questo scopo la Chiesa è chiamata ad offrire cammini formativi

L’ultimo punto analizzato è stato: la Chiesa e la famiglia difronte la sfida educativa. La famiglia ha il compito di educare: è il luogo della crescita e della trasmissione di una vita virtuosa. È opportuno che i genitori abbiano in questo compito educativo il sostegno della Chiesa che pensi dei cammini personalizzati guardando alla sensibilità materna di Maria.

L’incontro si è concluso riprendendo l’auspicio, espresso da Papa Francesco, che invita al coraggio della fede e all’accoglienza umile e onesta della verità nella carità.

Ha fatto seguito un dibattito tra le famiglie presenti moderato da fr. Salvatore.

(Giada Maniscalco, presidente Gi.Fra, e Luana Morrione, consigliere Gi.Fra in formazione. Adattamento di fr. Marco)

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