Necrologio di Fr. Gaetano Muratore

Necrologio di Fr. Gaetano Muratore

Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, mio Dio. Di te ho sete, o Dio: quando potrò venire e stare alla tua presenza? … Spera in Dio! Tornerò a lodarlo, Lui, mia salvezza e mio Dio” (Sal 42)

Carissimi fratelli, pace e bene. Giorno 30 dicembre 2014, mentre ancora riecheggiavano i canti di gioia per il Natale del dolcissimo Signore nostro Gesù Cristo, celebravamo la nascita al Cielo del caro fra Gaetano Muratore. Il Buon Dio ha chiamato a se il nostro confratello, quando la Chiesa faceva memoria del Mistero dell’Incarnazione del nostro Salvatore. Dio nella sua infinita misericordia è venuto ad abitare in mezzo a noi per redimere l’umanità debole e ferita dal peccato, donandoci la speranza della rinascita a vita nuova per mezzo di Gesù Cristo, che ci redime e ci dona salvezza e liberazione. Fra Gaetano nasce a Palermo il 28 febbraio 1920, nel quartiere ove è ubicato il nostro convento di piazza cappuccini, dopo un’intensa e faticosa attività lavorativa, attratto dall’ideale francescano, fa il suo ingresso nel nostro Ordine nel 1937, emettendo la sua prima Professione l’otto maggio del 1939. Ha vissuto il Noviziato a Bivona con il Maestro p. Celestino Paradiso, da lui sempre ricordato come modello di cappuccino osservante e caritatevole. Fra Gaetano (professatosi con il nome di fra Biagio da Palermo) ha trascorso tutta la sua vita religiosa servendo i frati con generosità e spirito di sacrificio, come cuciniere e all’occorrenza come aiuto questuante, sostenendo le fraternità ove l’ubbidienza lo ha condotto. Apparentemente burbero e autoritario, rifuggiva l’ipocrisia e l’ingratitudine, rendendosi anche amabile con il suo affetto e le sue indimenticabili battute umoristiche, che spesso traevano spunto dalla vita fraterna nei vari conventi. Il nostro fratello si vantava di aver conosciuto le “colonne” della nostra Provincia; confratelli vissuti tra la fine del 1800 e la metà del secolo scorso, come il Lettore p. Antonino da Castellammare, p. Illuminato da Baucina e altri frati di venerata memoria, e a volte con nostalgia raccontava gli episodi di una vita cappuccina eroica anche se non priva di amarezze e contraddizioni. La sua fede nel Signore e l’ardente devozione mariana, lo spingevano spesso ad andare in Chiesa e a coro per la preghiera e la meditazione. Ricordava tutte le antiche devozioni popolari e della tradizione cappuccina, perpetuate da lui sino ad oggi, soprattutto quelle dedicate alla Madonna, da lui chiamata amorevolmente la “Bedda Matri”. Sempre con la Corona del Santo Rosario in mano, pregava per tutti, soprattutto per i suoi cari nipoti e per i frati gravati e oberati dalle responsabilità del servizio. Con fra Gaetano viene meno un altro punto di riferimento della nostra amata Provincia; la memoria storica, il ricordo di un glorioso passato non esente da travagli. Ascoltare questo nostro confratello, significava fare un tuffo nel passato. Con dovizia di particolari e commenti personali, descriveva le giornate della sua vita di giovane religioso, le fatiche del suo servizio tra i confratelli compiuto sempre con spirito di ubbidienza, e l’incontro con ottimi frati, maestri di spiritualità e di vita. Nella sua lunga esperienza di consacrazione, Fra Gaetano ha vissuto in diversi conventi della Provincia: Monreale, S. Giovanni Gemini, Sciacca, Bivona, Erice-Trapani, Castelvetrano, Canicattì, Palermo, Salemi, Caccamo, attuando con la sua disponibilità ai vari trasferimenti, “l’itineranza” e la “precarietà” tanto raccomandate dalla genuina tradizione francescana, e confidando solo nella certezza dell’amore di Dio e della materna intercessione della Vergine Santissima. Da circa 16 anni, il nostro caro confratello, si trovava presso l’infermeria provinciale, a causa della sua malferma salute; ha continuato sino all’ultimo respiro a invocare il dolce nome di Maria Immacolata, la “Mamma Celeste”. Dopo una lunga e dolorosa agonia, è ritornato alla Casa del Padre. Siamo sicuri che il Signore, nella sua bontà senza limiti, accoglierà il nostro fratello nel suo Regno di luce infinita, dove non ci saranno più sofferenze e lacrime, ma solo la gioia della contemplazione del Volto di Dio, che riempirà il nostro cuore donandoci la vera realizzazione e rendendoci pienamente liberi. (fra Enzo Marchese, Ministro Provinciale)

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