Formazione provinciale – pastorale familiare

Formazione provinciale – pastorale familiare

Giorno 25 maggio 2016, nel nostro convento di Palermo, si è svolto l’incontro di formazione permanente sulla pastorale familiare tenuto dal prof. Salvino Leone, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia, insegnante di Teologia Morale presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia e presidente dell’Istituto di Studi Bioetici “Salvatore Privitera” di Palermo.

 Dopo aver analizzato la situazione della famiglia oggi, con tutte le sue criticità relative alla sua composizione (vedi per esempio le cosiddette famiglie allargate), alla sua fragilità sociale (data da politiche familiari assenti), alla crisi istituzionale del matrimonio e della maternità (dall’aumento delle convivenze fino maternità surrogata), l’attenzione è stata posta in particolar modo all’attuale situazione dei divorziati-risposati per capire effettivamente quale sia il giusto discernimento e la prassi pastorale più efficace da adottare alla luce dell’esortazione post-sinodale Amoris Laetitia di papa Francesco.

Per prima cosa si è fatto un breve excursus storico sulla situazione dei divorziati-risposati nella Chiesa a partire dall’equiparazione alla bigamia, presente nel vecchio Codice di Diritto Canonico del 1917, passando all’approvazione della legge sul divorzio fino alla Propositio 14 della Familiaris Consortio del 1981 e dunque all’Amoris Laetitia.

Ciò che emerge è un accresciuto interesse nel tempo per tale questione fino ad affermare, con il Sinodo sulla famiglia del 1980, la necessità della partecipazione dei divorziati-risposati alla vita della Chiesa e il sostegno da parte dei pastori e del popolo di Dio. Tuttavia, restava ferma la decisione per cui non ci poteva essere l’accesso alla comunione eucaristica e la riconciliazione sacramentale avveniva solo se si era disposti a vivere in piena continenza.

Nel clima attuale – analizzando anche un documento dei vescovi tedeschi che ammetterebbe la comunione eucaristica lasciando il discernimento alla coscienza del singolo, dopo una serie di colloqui e un percorso penitenziale seguito dai pastori – si è arrivati ad analizzare quanto è emerso dal recente Sinodo appena concluso.

Più che dare norme comportamentali o direttive pratiche su cosa fare o su come agire in tali situazioni, posto che le situazioni concrete sono molto variegate « in ogni paese o regione si possono cercare soluzioni più inculturate, attente alle tradizioni e alle sfide locali » (AL 3).  È il papa stesso ad affermare che « se si tiene conto dell’innumerevole varietà di situazioni concreteè comprensibile che non ci si dovesse aspettare dal Sinodo o da questa Esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile in tutti i casi. È possibile soltanto un nuovo incoraggiamento ad un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari » (AL 300). Tutto queste deve essere fatto da parte dei pastori attraverso un accompagnamento mirato a discernere le varie situazioni alla luce degli insegnamenti della Chiesa e del Vangelo, per mezzo di momenti di riflessione e di pentimento, tenendo conto anche delle varie circostanze attenuanti.

« Un pastore – afferma il papa – non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni “irregolari”, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone … Comprendere le situazioni eccezionali non implica mai proporre meno di quanto Gesù offre all’essere umano … occorre uno sforzo pastorale per consolidare i matrimoni e così prevenire le rotture ». (AL 305).

Tutto questo va fatto sia attraverso una formazione delle coscienze dei fedeli più che sostituirsi ad esse (cfr. AL 37), sia attraverso un’adeguata formazione del clero e una migliore preparazione dei corsi prematrimoniali.

Alla fine dell’incontro si è lasciato spazio anche per le domande e i chiarimenti e molti sono stati gli interventi da parte di diversi confratelli. Certamente ci si aspettava qualcosa di più pratico per affrontare le varie situazione concrete, vista anche la gran confusione che sia i media sia la gente ha creato intorno a tale questione. Tuttavia, la strada che è stata tracciata dalla presente esortazione, se ben percorsa, può produrre buoni frutti tenendo conto che « il tempo è superiore allo spazio » (AL 3). Ai posteri l’ardua sentenza. (fr. Luigi Librera)

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