ITINERARIUM ROSALIAE  – 20-23 luglio 2017 Con Francesco sulle orme di Santa Rosalia

ITINERARIUM ROSALIAE – 20-23 luglio 2017 Con Francesco sulle orme di Santa Rosalia

luigi

 

di Fr. Luigi Librera

L’essere in cammino di ognuno di noi, la nostra condizione di homo viator, fa parte in maniera imprescindibile della parabola della vita di ciascuno: dalla nascita fino alla morte siamo esseri in cammino, esseri in ricerca, in movimento verso una meta, un obbiettivo, un punto di arrivo. Forse è con questi sentimenti che, dal 20 al 23 luglio 2017, circa una trentina di giovani e meno giovani si sono ritrovati a San Giovanni Gemini per partecipare all’iniziativa promossa dai frati del luogo insieme ad alcuni terziari francescani (fr. Michele Barone e fr. Luigi Librera sono stati gli accompagnatori spirituali; Vincenzo Riolo ha guidato la parte tecnico – organizzativa) relativa all’Itinerarium Rosaliae, percorso di 180 km che attraversa le più grandi riserve dei monti Sicani sulle orme di S. Rosalia che, quando da Palermo scappò dalla famiglia per ritirarsi sola con Cristo, arrivò fino all’eremo della Quisquina a Santo Stefano. Il tragitto di questi giorni (64 km circa) rappresentava un terzo del percorso, dall’eremo della Quisquina fino al convento dei frati cappuccini in Burgio.

L’inizio dell’ Itinerarium Rosaliae, il 20 mattina, ha visto radunarsi il gruppo proprio all’eremo di Santa Rosalia, da dove, dopo la celebrazione dell’Eucaristia, ogni pellegrino ha potuto cominciare il cammino con addosso una conchiglia, simbolo del peregrinare e dell’essenzialità. Tra i colori del paesaggio, il caldo cocente e la fatica,si è sperimentata la bellezza del camminare insieme, dell’essere l’uno per l’altro e questo ha cementato e avvicinato ancor di più un gruppo di per sé molto eterogeneo per età, provenienza ed esperienze di vita.

La prima tappa è stata costituita, dopo il pranzo a sacco in riva al lago Fanaco, dal rifugio Colobria nel cuore della riserva di Monte Carcaci, dove i pellegrini hanno potuto rifocillarsi e pernottare a conclusione della prima intensa e faticosa giornata di cammino.

Il 21 mattina, fatta la colazione e un breve momento di preghiera, si è ripartiti alla volta di Prizzi, ospiti dell’arciprete don Francesco Carlino nei locali della parrocchia S. Rosalia per un lauto pranzo preparato dai fedeli del luogo. Nel pomeriggio, dopo qualche ora di riposo, il cammino è proseguito verso Palazzo Adriano. I pellegrini, anche qui ospiti del parroco don Salvatore Ruffino, hanno vissuto, insieme alla gente del luogo, una serata di evangelizzazione e di musica nella famosa piazza che fu lo scenario del film “Nuovo cinema Paradiso”.

Sabato 22 si è ripartiti per l’ultima parte del percorso in direzione Burgio. Anche in questo caso, come al primo giorno, il pranzo è stato all’aperto, questa volta nel bosco di Sant’Adrano, rifrescati da una sorgente di acqua e ristorati dall’ombra degli alberi.

È stata la parte più lunga e nello stesso più bella del tragitto, fatta di scorci magnifici e di paesaggi resi particolari dal tramonto in un’armonia di luci, suoni e colori davvero mozzafiato. Arrivati a Burgio in serata, dopo aver cenato e fatto un giro per il paese, i pellegrini hanno potuto godere del meritato riposo ospiti al convento dei frati cappuccini, a conclusione di tre giorni faticosi ma non per questo meno intensi e ricchi non solo dal punto di vista ambientale, ma anche culturale e spirituale.

La domenica, celebrata la messa nella chiesetta conventuale, la mattinata è proseguita con la visita di alcune chiese di Burgio e di alcune botteghe dove si realizzano ceramiche locali.

Il tutto si è concluso con il pranzo e con diversi momenti di fraternità che hanno contribuito ancor di più a creare un clima familiare e fraterno tra i partecipanti.

Non sempre la strada è stata comoda e scorrevole e ci sono stati diversi momenti in cui forse la fatica ha avuto il sopravvento sulla voglia di arrivare alla meta. Certamente, anche se il camminare fisico si è concluso, non di certo lo è quello della vita e ancor di più quello interiore.

 In questi giorni si è sperimentato come spesso le strade che dobbiamo imparare a percorre, con tutta la loro fatica, non sono fuori di noi ma dentro di noi, e sono quelle che ci portano al cuore per trovare o ri-trovare se stessi, nel rapporto con Dio e con i fratelli.

 Il bilancio è stato sicuramente positivo, e perché no, da ripetere per completare il resto dell’Itinerarium (altri 120 km circa!), perché di camminare non si finisce mai e come dice una canzone “… per quanta strada ancora c’è da fare, amerai il finale!” (C. Cremonini, Buon viaggio – Share the love).

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