Castronovo di Sicilia intitola un Largo a fr. Vitale Lino OFM Cap.

Castronovo di Sicilia intitola un Largo a fr. Vitale Lino OFM Cap.

Domenica 20 maggio 2018, a Castronovo di Sicilia (Pa), alla presenza del Sindaco Francesco Onorato, del Ministro Provinciale dei frati minori cappuccini di Palermo fr. Salvatore Zagone e di altre autorità civili e religiose, un Largo del paese è stato intitolato a Fr. Vitale Lino, frate cappuccino, la cui tomba si trova accanto alla nostra chiesa conventuale e che viene ancora ricordato per la sua testimonianza di vita.

Fra Vitale, al secolo Francesco Lino (figlio di Vitale e Petronilla), di famiglia contadina, venne al mondo il 13 settembre 1868 a Castronovo (fu battezzato da Don Domenico Nocera). Durante la fanciullezza, prima e dopo il lavoro, ed oltre, nel tempo disponibile, era solito appartarsi in preghiera presso qualche edificio sacro. 

A diciotto anni entrò come studente nel convento dei Frati Cappuccini di Palermo con l’appoggio dell’arciprete Traina. Sul terminare del 1891 l’arcivescovo di Palermo, Cardinale Celesia, lo riteneva predisposto per l’ordinazione sacerdotale, ma con l’assunzione dell’abito cappuccino nel giorno dell’Immacolata (8 dicembre 1891) iniziò per lui il periodo da novizio a Caccamo (dove rimarrà fino al 1906): alla fine del 1892 prese i voti semplici ed alla fine del 1895 fece la professione di adesione alla regola. 

Sino al 1914, anno in cui fu trasferito stabilmente a Castronovo, stette in vari conventi per diversi periodi (Salemi, Caccamo, Sutera, Castronovo).

Nel convento del paese natio fu custode della dispensa e questuante, viene inoltre ricordato molto incline alla pia pratica della preghiera. Fin d’allora s’impegnò affinché quella sede venisse restaurata: la sua iniziativa di sensibilizzazione permise di concludere quest’opera nel 1932. 
Nel 1951 si recò a Roma con altri confratelli in occasione della canonizzazione del frate Cappuccino sant’Ignazio di Laconi (1701-81).

La figura di fra Vitale era avvolta da un alone di santità grazie alla sua capacità di operare prodigiosamente e di inserirsi nelle vicissitudini umane e darvi una soluzione: utilizzava come “farmaco” la “pulisicchia”, ossia dei santini (della Madonna o di san Francesco d’Assisi), al cui dono per il soggetto bisognoso accompagnava delle preghiere. In seguito a questa lodevole attività si guadagnò una fama di taumaturgo; in diversi casi intervenne con successo in favore di chi aveva problemi vari: con la salute personale, con la campagna, con le bestie, etc. 
Un cugino di fra Vitale – Luigi Lino – andò a risiedere nella vicina Lercara Friddi nel periodo anni ’20 / anni ’50; costui qui aprì una bottega per il commercio tessile, passata poi ad uno dei quattro figli. Anche per questo motivo fra Vitale si recava sovente a Lercara per la questua. 
Era nei suoi desideri l’erezione qui di un convento – che purtroppo non sorse mai – di frati francescani, unito alla chiesa intitolata a santa Rosalia.

Si spense il 13 febbraio 1960 nel convento di Palermo. La salma fu tumulata a Palermo nel cimitero dei cappuccini, nel 1986 fu traslata in quello di Castronovo, ed infine nel 1998 vi è stata la traslazione nei locali del convento castronovese. (Per le notizie biografiche: http://www.santiebeati.it/dettaglio/93693).

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