Quindicina in onore di Maria SS. Assunta in Cielo Patrona della Provincia

Quindicina in onore di Maria SS. Assunta in Cielo Patrona della Provincia

Anche quest’anno dall’1 al 15 agosto nel nostro convento di Palermo, di Caccamo e in molti conventi della nostra provincia religiosa, si svolgerà la “quindicina” in preparazione della solennità di di Maria SS Assunta in Cielo.

Sin dal loro arrivo a Palermo, nel 1533, i Frati Cappuccini hanno sempre nutrito un particolare culto per la festa dell’Assunzione di Maria SS. assecondando così quello che un tempo era considerato il secondo festino della città, dopo la festa patronale in onore di S. Rosalia. Potremmo considerarli quindi come antesignani di ciò che secoli dopo (ovvero il 1° novembre 1950 con la costituzione apostolica “Munificentissimus Deus” di Pio XII) divenne dogma per la chiesa cattolica. Anche in altri conventi della provincia si hanno notizie della particolare devozione all’Assunta e si custodiscono antichi simulacri della Dormiente. Dal 1974 la Madonna Assunta è patrona della Provincia Religiosa dei Cappuccini di Palermo.

Ritornando alla chiesa del convento di Palermo, una lapide ricorda questa secolare tradizione che ha sempre richiamato da tutta la città un notevole concorso di popolo. C’è ancora chi ricorda la fila di devoti fedeli che sin dalle prime luci dell’alba si recavano alla Madonna dei Cappuccini, oppure le caratteristiche “variceddi” con le “Madunnuzze” che giravano per le strade e che ricevevano sempre una speciale benedizione da parte dei frati.

La “festa” dell’Assunta ebbe un particolare splendore dalla fine del ‘700 alla soppressione degli ordini religiosi (1866). Nel 1800 la principessa ereditaria Maria Cristina volle il simulacro al Palazzo reale rivestendolo di vesti preziose e facendolo esporre nella Cappella Palatina; quindi la domenica dopo il 15 agosto lo fece riportare ai Cappuccini con una solenne processione. Più tardi invece fu la regina delle due Sicilie, la ven. Maria Cristina di Savoia, che fece ricamare una veste su retina di oro per donarla all’Assunta; è quella che riveste tuttora il simulacro. Anche diversi arcivescovi della città si sono alternati nel rendere omaggio alla Mamma celeste.
A proposito del simulacro, quello attuale risale al 1846, come si legge al di sotto del busto, modellato in cera dall’artista Emanuele Marino, mentre molto più recente (siamo già nel dopoguerra) è la “vara” dipinta a rose da Concettina Perricone. Così qualcuno descriveva il solenne apparato di una volta sull’altare: “Nell’alto del Cappellone ove si trova l’altare maggiore, si formava un globo di nuvole, le quali per via di organi invisibili si aprono con un insensibile moto, ed espongono agli occhi degli spettatori la celeste gloria, indi al suono di patetica sinfonia ad al canto della litania sale lentamente per mezzo di ben consegnati ordegni, che non si scuprono, l’immagine di Maria, la quale va a fermarsi fra Dio Padre e Gesù Cristo, che la coronarono sovrastandovi l’eterno Spirito in forma di colomba; in seguito tornano a chiudersi le nuvole e così termina la scenica religiosa funzione”.

A Caccamo, dove il culto della Madonna dormiente risale agli inizi del XIX sec., la chiesa del convento custodisce un bel simulacro della Madonna dormiente (vedi foto di D. Spatafora), realizzata da ceroplasta siciliano e databile tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX sec. Il 12 novembre 1819 ai frati di Caccamo venne concesso dalla Congregazione dei Religiosi di potere celebrare solennemente la Quindicina.

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