Auguri a Fr. Antonio Sciortino per i sette anni di ordinazione diaconale

Auguri a Fr. Antonio Sciortino per i sette anni di ordinazione diaconale

Nel fare i migliori auguri a Fr. Antonio (Nino) Sciortino, sul quale invoco la Benedizione e la Grazia, per i sette anni del suo ministero diaconale (3/12/2011 – 2018), trovo che l’occasione sia propizia per fermarci a riflettere su questo importante ministero nella Chiesa.

«I diaconi siano persone degne e sincere nel parlare, moderati nell’uso del vino e non avidi di guadagni disonesti, e conservino il mistero della fede in una coscienza pura. Coloro infatti che avranno esercitato bene il loro ministero, si acquisteranno un grado degno di onore e un grande coraggio nella fede in Cristo Gesù.» (1Tm 3,8-9.13)

Il servizio dei diaconi nella Chiesa è documentato fin dai tempi degli apostoli. Ne parlano anche i padri della Chiesa. Per sant’Ignazio di Antiochia, ad esempio, una Chiesa particolare senza vescovo, presbitero e diacono sembra impensabile. Testimonianze sono pure presenti nei diversi Concili e nella prassi ecclesiastica. Dal V secolo, però, per diversi motivi, il diaconato conobbe un lento declino, finendo con il rimanere solo come tappa intermedia per i candidati all’ordinazione sacerdotale. Il Concilio di Trento (1545-1563) dispose che il diaconato permanente venisse ripristinato, ma tale prescrizione non trovò concreta attuazione. Fu il Concilio Vaticano II a ristabilire il diaconato come ministero a se stante. La Costituzione Dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium, infatti, al n. 29 descrive il ministero del Diaconato e prescrive che sia «ristabilito come proprio e permanente grado della gerarchia».

Cosi L.G. 29 descrive il ministero dei Diaconi «ai quali sono imposte le mani «non per il sacerdozio, ma per il servizio ». Infatti, sostenuti dalla grazia sacramentale, nella « diaconia » della liturgia, della predicazione e della carità servono il popolo di Dio, in comunione col vescovo e con il suo presbiterio. È ufficio del diacono, secondo le disposizioni della competente autorità, amministrare solennemente il battesimo, conservare e distribuire l’eucaristia, assistere e benedire il matrimonio in nome della Chiesa, portare il viatico ai moribondi, leggere la sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare i sacramentali, presiedere al rito funebre e alla sepoltura. Essendo dedicati agli uffici di carità e di assistenza, i diaconi si ricordino del monito di S. Policarpo: « Essere misericordiosi, attivi, camminare secondo la verità del Signore, il quale si è fatto servo di tutti ».

Ancora auguri fr. Nino. Il Signore continui a benedire te e il tuo ministero.

 

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