Auguri Natalizi del Min. Provinciale

Auguri Natalizi del Min. Provinciale

Carissimi fratelli il Signore vi dia pace.
Siamo ormai prossimi al Santo Natale, e siamo invitati a porre il nostro sguardo verso Betlemme per contemplare il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, del nostro Signore Gesù Cristo.
Ci poniamo in cammino insieme al nostro Serafico Padre Francesco facendo risuonare in noi le parole che rileviamo dalle Fonti Francescane, e che ci richiamano all’evento del Natale rappresentato e vissuto a Greccio da parte di Francesco tre anni prima della Sua morte.

La sua aspirazione più alta, il suo desiderio dominante, la sua volontà più ferma era di osservare perfettamente e sempre il santo Vangelo e di seguire fedelmente con tutta la vigilanza, con tutto l’impegno, con tutto lo slancio dell’anima e il fervore del cuore l’insegnamento del Signore nostro Gesù Cristo e di imitarne le orme” (FF 466).

Nell’animo di Francesco vi è chiaro innanzitutto il cammino da fare per accogliere la Parola di Dio mediante l’ascolto e il confronto con il proprio vissuto, a vivere con umiltà e fiducia una ricerca continua della volontà di Dio.  Alla gratitudine che eleviamo a Dio per il dono della Parola, ne segue il coinvolgimento personale e come fraternità ad aprire il cuore verso una graduale e crescente maturazione interiore alla stessa scuola della Parola.

Circa quindici giorni prima della festa della Natività, il beato Francesco fece chiamare Giovanni, uomo nobile di quella regione, e gli disse: … vorrei fare memoria di quel Bambino che è nato a Betlemme, e in qualche modo  intravedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato; come fu adagiato in una mangiatoia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello” (FF 468).

Volendo considerare il Santo Natale, Egli esprime il desiderio di fare memoria dell’Incarnazione del Verbo, e rileva i disagi vissuti da Gesù nella mangiatoia di Betlemme. In tutto ciò si riscontra il suo desiderio di conformazione a Cristo e l’anelito a coglierne i segni della Sua presenza in mezzo all’umanità. Fare memoria di quanto il Signore ha compiuto nella nostra storia è sempre un momento privilegiato per non dimenticare l’incessante azione dello Spirito che ci chiama alla sua sequela e ci invita ad una conversione del cuore.

Francesco si veste da levita, perché era diacono, e canta con voce sonora il santo Vangelo… Parla al popolo e con parole dolcissime rievoca il neonato Re povero e la piccola città di Betlemme” (FF 469).

Vi è una piena e numerosa partecipazione di frati e di persone, e Francesco proclama il Vangelo con il canto e rivolge a tutti parole piene di sapienza, trasmettendoci il suo amore per il Bambino di Betlemme. Ciò che Francesco  trasmette scaturisce dalla sua profonda esperienza di fede vissuta e condivisa con i fratelli.

Auguri di un Santo Natale a voi, alle fraternità e alle vostre famiglie; possiate gustare la presenza di Dio nei vostri cuori e vivere con sapienza i vostri giorni.
Vi saluto con affetto fraterno.

fr. Salvatore Zagone

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