Lettera del Ministro Provinciale in occasione della Pasqua

Lettera del Ministro Provinciale in occasione della Pasqua

 

 

di fr. Salvatore Zagone, Ministro Provinciale

Carissimi fratelli, il Signore vi dia pace.
In questo momento di intensa sofferenza e attenta riflessione sul senso della vita, ci stiamo trovando a sperimentare il nostro limite e a comprendere il bisogno di porre la nostra esistenza in Dio, lasciandoci sostenere dalla Sua Grazia.
Lui ci dona luce per sapere leggere con sapienza nella nostra storia, ci infonde speranza per imparare a camminare con fiducia nel tempo presente, ci indica la strada da percorrere orientando i nostri passi verso il Suo amore eterno, ci invita a superare le nostre paure incoraggiandoci ad accogliere la Sua Parola nei nostri cuori.
Nella Veglia Pasquale ascolteremo il passo del Vangelo di Matteo 28,1-10, che ci narra il cammino compiuto da Maria di Magdala e Maria Madre di Giacomo verso il sepolcro di Gesù. Esse desiderano recarsi presso il sepolcro, e lì vivono l’esperienza di Gesù Risorto, l’invito ad annunciarlo agli altri discepoli e insieme a loro al mondo intero.
Consideriamo in questo percorso, innanzitutto, la Parola che viene rivolta dall’angelo alle donne presso il sepolcro: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il Crocifisso. Non è qui. E’ risorto come aveva detto” (vv.5-6a), e poi quanto dice Gesù sulla via del loro ritorno a Gerusalemme: “Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno”(v.10).
Ciò che spinge il cammino delle due donne è certamente la fede accolta e alimentata dal desiderio di seguire gli eventi legati a Gesù, e a riconoscerne i gesti e i segni della Sua presenza nel rivelarsi al mondo. Essere attenti all’ascolto della Parola di Gesù ci spinge ad una sequela contrassegnata dalla ricerca costante di una Sua maggiore conoscenza e dalla bellezza di un incontro personale che ci da salvezza e si irradia verso i fratelli. Gesù aveva
dato più volte l’annuncio della Sua Resurrezione, e le donne accolgono e credono a questa Parola detta da Gesù, e lo constatano nel sepolcro vuoto. L’apertura del cuore al Signore è sempre preceduta dal dono della fede riconosciuto, interiorizzato e manifestato negli avvenimenti della vita. Oggi ci troviamo ad affrontare momenti abbastanza delicati e drammatici della nostra esistenza; il nostro essere fragili emerge in tutti i suoi ambiti, e ci scopriamo bisognosi di scoprire il senso vero ed autentico di un tempo che scorre nell’incertezza dei suoi giorni.
Al riconoscimento del Cristo Risorto, “le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli”(v.8b), e nel cammino verso Gerusalemme incontrano Gesù, Lo adorano e ricevono una parola di incoraggiamento e di speranza. Invitate ad annunciare ai fratelli che si trovano a Gerusalemme di recarsi in Galilea per vederLo, la loro obbedienza ci trasmette l’importanza di dare priorità nelle nostre scelte ad ogni realtà che sia conforme alla volontà di Dio. La Galilea è un luogo significativo per i discepoli perché proprio lì Gesù ha iniziato il suo ministero pubblico con l’annuncio del regno dei cieli, ha chiamato i primi discepoli, ha rivolto i suoi iniziali insegnamenti ed ha manifestato la Sua potenza salvifica. La certezza della Risurrezione di Gesù Cristo è ciò che da senso ai nostri giorni, e ci immette su una strada sicura ma anche incerta per la sua fatica quotidiana.
Insieme a San Francesco d’Assisi eleviamo la mente e il cuore al Signore per compiere la Sua volontà, dicendo: “Alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio, e dammi fede retta, speranza certa e carità perfetta, senno e conoscimento o Signore, perché adempia il tuo santo e verace comandamento”(FF.276). Posti in ginocchio davanti al Crocifisso, mendicanti di luce e di sapienza, chiediamo al Signore di liberarci dalle tenebre del peccato e infondere fede, speranza e carità nei nostri cuori. Avendo incontrato il Signore, Francesco sente il bisogno di pregare per conoscere e adempiere la Sua volontà.
In questi giorni di pandemia a motivo del Coronavirus, stiamo vivendo momenti particolari di smarrimento e di incertezza, che ci mettono a contatto con le varie fragilità della nostra esistenza. Sono giorni di riflessione e di verifica, dove stiamo considerando la precarietà della nostra vita e la necessità di rinnovare la nostra fede in Dio, riconsegnare ciò che siamo al Suo Amore di Padre per gustare la bellezza di essere suoi figli e fratelli tra di noi. Il Signore ci dia forza e luce per lasciarci condurre dal Suo Spirito, infonda fiducia e speranza per testimoniarLo, ci renda umili per riconoscerLo sempre come Redentore dell’umanità.
Augurandovi una Santa Pasqua, fratelli, vi chiedo di farli ai vostri familiari e alle fraternità dell’O.F.S. e della Gi. Fra.
In questo tempo ci accompagni la Vergine Santa insieme ai santi Francesco, Chiara e Bernardo, a riproporre con chiarezza e certezza l’annuncio del Mistero Pasquale celebrato e vissuto con attenta e consapevole partecipazione, e manifestato ai fratelli nella gratitudine
alla fedeltà di Dio.

Comunicazioni:

1. Abbiamo ricevuto la notizia del ricovero in ospedale a Caltagirone del nostro carissimo fratello Calogero, Vescovo della diocesi, a cui è stato diagnosticato l’esito positivo al tampone per Covid-19. Dalle notizie ricevute circa il suo percorso terapeutico, le sue condizioni si presentano soddisfacenti considerando la mancanza di febbre e una sufficiente respirazione.
2. Il 26 c.m. non avremo l’ordinazione presbiterale di fra Luigi e fra Augusto a motivo dei decreti del governo assunti dalla Chiesa, e che impediscono ogni tipo di incontro assembleare. Verrà comunicata prossimamente la nuova data per la medesima celebrazione.
3. Ci siamo sentiti al telefono con il nostro confratello Vescovo, P. Francesco Papamanolis, e vi trasmetto i suoi auguri Pasquali.
4. Ho ricevuto una lettera del Ministro Provinciale di Tamil Nadu del Nord, fra Matteo, il quale ci assicura la sua vicinanza e la preghiera dei frati della Provincia per questo momento di particolare prova che stiamo vivendo. Ho già risposto ringraziando e ricambiando i sentimenti di vicinanza e di preghiera.

Vi saluto con affetto fraterno, invocando su ciascuno di voi la benedizione del Signore.

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