LVII Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

LVII Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

 

 

 

Di fr. Luigi Librera

“Datevi al meglio della vita!” (ChV 145): è questo il tema scelto per la 57a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni in data 3 maggio 2020, tratto dall’esortazione post-sinodale Christus Vivit che ha visto la luce dopo il recente Sinodo sui giovani. Ma come parlare oggi di chiamata? Quali termini utilizzare per tradurre tale esperienza nel contesto giovanile attuale, apparentemente tanto disinteressato? Non è mai facile riuscire a parlare di “vocazione”. È un termine tanto bistrattato ed equivocato quanto denso e ricco di significato, che spesso scompare nel suo senso più pieno dietro a mille ragionamenti e a svariati piani e strategie di pastorale giovanile. Un termine dietro al quale c’è sempre una storia fatta di domande, sogni, progetti, speranze ma anche di fatiche, incomprensioni e difficoltà. Un termine dietro al quale si realizza l’incontro tra due volti: colui che è chiamato e colui che chiama, che attrae verso una vita piena, appunto verso il meglio della vita. Ci lasciamo aiutare allora dal messaggio inviato dal Papa per questa giornata, nel quale egli sceglie quattro termini per descrivere la parola vocazione e cioè: gratitudine, coraggio, fatica e lode. Il brano che fa da sfondo è quello della tempesta sedata in Mt 14, 22-33, ed ha come fuoco l’episodio di Gesù che, camminando sulle acque, raggiunge i suoi e invita Pietro ad andargli incontro sulle onde.
Ogni vocazione – dice il Papa – è innanzitutto gratitudine perché “nasce da quello sguardo amorevole con cui il Signore ci è venuto incontro, magari proprio mentre la nostra barca era in preda alla tempesta, riusciremo a scoprirla e abbracciarla quando il nostro cuore si aprirà alla gratitudine e saprà cogliere il passaggio di Dio nella nostra vita che ci chiama al meglio, all’altra riva della nostra storia personale”.
Per far questo occorre però, forti della parola che Gesù rivolge ai suoi (“Coraggio, sono io!” v.27), vincere con coraggio “i fantasmi che si agitano nel nostro cuore. Quando siamo chiamati a lasciare la nostra riva sicura e abbracciare uno stato di vita – come il matrimonio, il sacerdozio ordinato, la vita consacrata –, la prima reazione è spesso rappresentata dal “fantasma dell’incredulità”: non è possibile che questa vocazione sia per me; si tratta davvero della strada giusta? Il Signore chiede questo proprio a me?”.
Questo però comporta la fatica di camminare sulle acque, cioè di “prendere in mano la nostra vita per metterla al servizio del Vangelo, nei modi concreti e quotidiani che Egli ci indica […] noi assomigliamo all’Apostolo: abbiamo desiderio e slancio, però, nello stesso tempo, siamo segnati da debolezze e timori”.
Infine, l’ultima parola della vocazione è la lode, che scaturisce dal cuore quando il Signore calma la tempesta e rende possibile ciò che con le nostre forze era impensabile, elevando a Lui un canto di lode sull’esempio di Maria.
Alla luce di ciò, tiriamo delle conclusioni che possano esserci utili a dare nuova linfa alla nostra vocazione così da poter testimoniare la bellezza del dono che di noi abbiamo fatto al Signore. Su cosa insistiamo di più nel presentare la nostra vocazione cappuccina ai giovani? Forse noi avremmo scelto un altro ordine a queste quattro parole: devi essere coraggioso per poter lasciare tutto oppure bisogna che tu faccia dei sacrifici e tanta fatica per poter riuscire… e invece si parte dalla gratitudine e si arriva alla lode! Solo così potremmo vivere il nostro dono totale a Dio senza appropriarcene o rivendicare diritti nei suoi confronti, vivendo davvero “senza nulla di proprio” nella logica della “restituzione”, termini tanto cari al nostro frate Francesco di Assisi. Se chi si affaccia alla nostra vita vedrà questo, potremmo stare certi che non vedrà noi, ma vedrà Lui, che mai si stanca di chiamare! È questo il servizio vocazionale più “efficace” che ognuno è chiamato a svolgere. Preghiamo perché il Signore, in questa domenica del Buon Pastore, non ci faccia mai mancare pastori secondo il suo cuore che ascoltino la sua voce e lo seguano dovunque Lui vorrà. A laude di Cristo e del poverello Francesco. Amen.
Fr. Luigi Librera

Ps. In Allegato il messaggio del Papa e la preghiera per le vocazioni

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