Circolare congiunta in occasione del XX anniversario della Canonizzazione di S. Bernardo da Corleone

Circolare congiunta in occasione del XX anniversario della Canonizzazione di S. Bernardo da Corleone

Carissimi fratelli, il Signore vi dia pace.
E’ con grande gioia che ci apprestiamo a vivere il XX° Anniversario della Canonizzazione di Fra Bernardo da Corleone, avvenuto in Piazza San Pietro a Roma il 10 giugno 2001 nella Solennità della Santissima Trinità durante il Pontificato di San Giovanni Paolo II.
In tale circostanza, il Santo Padre durante l’omelia sottolineava riferendosi alla santità di Fra Bernardo: “La sua vita fu tutta protesa verso Dio, attraverso uno sforzo costante di ascesi, intessuta di preghiera e di penitenza … Da questo colloquio ininterrotto con Dio, che trovava nell’Eucaristia il suo centro propulsore, traeva linfa vitale per il suo coraggioso apostolato, rispondendo alle sfide sociali del tempo, non scevro di tensioni e di inquietudini … Anche oggi il mondo ha bisogno di santi come Fra Bernardo immersi in Dio e proprio per questo capaci di trasmettere la verità e l’amore” (cfr Omelia di San Giovanni Paolo II).

Ponendoci su questa strada di santità vissuta da Fra Bernardo, ci mettiamo a confronto con la sua testimonianza di vita, cercando di cogliere le fondamenta che lo hanno caratterizzato nel suo cammino e lo presentano a noi oggi come esempio credibile nella sequela di Gesù Cristo.

Considerando ciò che lo ha sostenuto e orientato nelle sue scelte, possiamo rilevare tre atteggiamenti che ne delineano gli obiettivi fondanti della sua esistenza e lo spingono ad una continua maturazione nella conformazione al progetto di Dio. Essi sono: il Perdono, la Parola, il Pane. Alla luce di questo orientamento esistenziale, consideriamo il cammino dei due discepoli di Emmaus per rilevare ciò che ha caratterizzato Fra Bernardo nei diversi tratti della sua vita (cfr Lc 24,13-35).

Il primo momento del cammino dei due discepoli è segnato da una difficoltà: “I loro occhi erano impediti a riconoscerLo” ( v.16). Tra i momenti in cui emerge tale difficoltà possiamo riscontrarla nella crisi esistenziale che sopraggiunge al duello con Vito Canino, che lo porta ad un periodo di solitudine e di ritiro, e dove si porrà a cercare il senso della vita fidandosi di Dio e comprendendo che non può basarsi sulla bravura nell’uso di una spada pur a vantaggio degli ultimi e indifesi. Filippo prende consapevolezza che non si può
giustificare in nessun modo la violenza, e che deve piuttosto abbracciare la croce con uno sguardo rivolto costantemente al Crocifisso. Ponendosi a confronto con se stesso, riconosce la sua povertà e fragilità, e coglie la necessità di aprirsi all’Amore Misericordioso del Crocifisso.

Il secondo momento del cammino dei due discepoli è caratterizzato dalla luce della Parola: “E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò in tutte le Scritture ciò che si riferiva a Lui” (v. 27). La Parola di Dio diventa e rimane un riferimento costante in Lui, una Parola meditata e pregata, interiorizzata e vissuta nei vari periodi della sua vita. Proprio questa sua familiarità con la Sacra Scrittura lo sostiene e lo aiuta a fare chiarezza in se stesso e con se stesso, e lo fa crescere in un rapporto di profonda comunione con il Signore. “Ed essi dissero l’un l’altro: Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?” (v. 32). Questo ardore del cuore è ciò che lo accompagna, e lo spinge a parlare di Dio a chi incontrava sulla sua strada.

Il terzo momento del cammino dei due discepoli ci è dato dal nutrimento del Pane che infonde forza nella conversione del cuore: “Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro” (v. 30). Fra Bernardo manifestava il suo amore verso l’Eucaristia con un atteggiamento di profondo riconoscimento della Sua Presenza e nelle gioia interiore, potendovi scorgere un intenso desiderio di rendere a Dio ciò che gli è dovuto con una fervida preghiera del cuore e in uno spirito di fede e di amore. Nell’Eucaristia Fra Bernardo attingeva e trovava la forza necessaria per affrontare il quotidiano con le sue fatiche, e si poteva vedere la sua ardente carità che lo univa a Dio e lo guidava verso i fratelli bisognosi e sofferenti. Viveva la partecipazione alla Celebrazione Eucaristica con una partecipazione consapevole e costante, e un impegno personale a prendersi cura della Mensa
Eucaristica al di là del servizio fraterno ricevuto.

Il quarto momento del cammino dei due discepoli ci è dato dalla loro testimonianza del Risorto: “Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane” (v. 35). La testimonianza di Fra Bernardo si esplica nelle diverse situazioni della sua vita, affrontando ogni momento con senso di responsabilità, con spirito di umiltà e di abbandono fiducioso alla Grazia di Dio, con uno sguardo di profonda partecipazione alle sofferenze altrui, con una lettura sapienziale della storia. Guardare Fra Bernardo che vive il Perdono, la Parola e il Pane, come espressione del suo profondo rapporto con Dio, ci spinge a vedere il suo
rapporto con gli altri e con se stesso. Essi esprimono la gratitudine a Dio per il dono della sapienza, per lo sguardo contemplativo verso il mistero pasquale di Gesù Cristo, per la crescita interiore e la conformazione al progetto di Dio. Esso va conosciuto, accolto e vissuto. Ed è quello che avviene nella vita di Fra Bernardo, che mantiene fermo e stabile il proposito e l’orientamento di ricerca
della volontà di Dio, vissuto con spirito di fede, ponendo se stesso e la sua storia nelle mani di Dio mediante l’invocazione del Suo Perdono, la luce della Parola, e la contemplazione della bellezza della Sua Presenza nel Pane.

La testimonianza di vita di San Bernardo da Corleone ci guidi a compiere la volontà di Dio, ad accogliere il Suo progetto di amore, e a farci strumenti di santità nel nostro mondo. Vi giunga il nostro saluto fraterno.

fr. Salvatore Zagone,

fr. Pietro Giarracca e

fr. Luigi Saladdino

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