Ricordando il frate cappuccino, padre Rosario Pasquale junior

Ricordando il frate cappuccino, padre Rosario Pasquale junior

 

 

 

di Fr. Domenico Spatola

24 maggio 2003. Concludeva i suoi giorni terreni alle ore 16, 40,  all’ospedale “Cervello” di Palermo padre Rosario Pasquale, mio coetaneo e compagno di seminario dalla prima ora.

Il 7 ottobre 1959 a piazza Magione a Palermo alle ore 14,30 prendevamo la stessa corriera in direzione di Sciacca. Che ricordo di lui? Un grande cuore. Amico di tutti per il carattere socievole. Conosceva e non solo di nome tutti i medici e gli infermieri dell’ospedale civico di Palermo, dove per qualche decennio fu cappellano.

Si interessava di tutti e per gli ammalati provava fortissimo sentimento di protezione. Credeva nell’amicizia, e, sincero, non immaginava che qualcuno potesse tradirla. In quel caso la delusione era profonda. Ne parlo con consapevolezza.

La malattia lo colse nel fiore della vita. Un tumore che combattè con grande fortezza umana e spirituale. Esemplare: parlava della sua malattia come non lo riguardasse. Sembrò che si fosse rimesso e, dopo i cinque anni d’attesa per la completa remissione,  mi comunicò la sua gioia. Ma fu effimera, perché di lì a poco si ripropose il male in lui, con la stessa sorte, che un anno prima era toccata a suo fratello Sebastiano, morto per la stessa malattia e alla identica età.

Visse il male consapevole questa volta di non vincerlo. Ma sempre con grande forza nutrita di fede e, nel compianto generale di frati e di laici, a 53 anni e sei mesi di età, spiccò il volo tra le braccia del Crocifisso con cui aveva condiviso amore e passione. Preghi per noi!

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